lunedì 15 febbraio 2010

IO NON RIDEVO

IO NON RIDEVO.
E OGGI C'E' ANCORA POCO DA RIDERE E MOLTO DA VERGOGNARSI!

domenica 7 febbraio 2010

.... e perché a me no?

Per i pochi europeisti rimasti, richiamo un articolo del Corriere.it qui sotto allegato.

Questo articolo fa compredere il livello di corruzione morale e materiale degli eurocrati e la loro estrema disinvoltura con la quale s'ingegnano a spendere i nostri soldi!

Si diceva che era meglio essere "governati" da Bruxelles piuttosto che da Roma-Ladrona, ma a giudicare dal tenore dell'articolo, sorgono legittimi dubbi.

E' giunto il tempo di riconsiderare complessivamente dalle fondamenta l'Unione Europea e la gestione delle risorse.

Non possiamo fare a meno dell'integrazione europea, MA dobbiamo pretendere che non si ripeta ciò che in Italia - da sempre - biasimiamo!




giovedì 4 febbraio 2010

L'ULTIMA POESIA DI MARIO LUZI

Questa è l'ultima poesia, battuta al computer da Caterina Trombetti, sua assistente e amica, domenica sera, poche ore prima della morte.
Questi sono gli ultimi versi di Mario Luzi, sommo poeta del Novecento.

Il termine, la vetta
di quella scoscesa serpentina
ecco, si approssimava,
ormai era vicina,
ne davano un chiaro avvertimento
i magri rimasugli
di una tappa pellegrina
su alla celestiale cima.

Poco sopra
alla vista
che spazio si sarebbe aperto
dal culmine raggiunto...
immaginarlo
già era beatitudine
concessa
più che al suo desiderio al suo tormento.

Sì, l' immensità, la luce
ma quiete vera ci sarebbe stata?
Lì avrebbe la sua impresa
avuto il luminoso assolvimento
da se stessa nella trasparente spera
o nasceva una nuova impossibile scalata...

Questo temeva, questo desiderava.

lunedì 1 febbraio 2010

sabato 30 gennaio 2010

Re Julien 2.0

Questa è l'ultima trovata di Re Julien!
E' dai piccoli (e non tanto piccoli) episodi come questo che si comprende una persona.
E' giunto davvero il momento per un'opposizione "crociana", come da tempo ho segnalato all'attenzione di questo blog!
Ora basta.


http://www.corriere.it/politica/10_gennaio_30/garibaldi-claudio-ricci_24c422aa-0d6b-11df-829b-00144f02aabe.shtml

lunedì 25 gennaio 2010

Re Julien: Sbrighiamoci prima che torni a tutti il buonsenso!

Re Julien: Sbrighiamoci prima che torni a tutti il buonsenso!
Questa è una battuta tratta dal sito wikiquote in italiano che riporto in uno dei dialoghi più esilaranti del film Madagascar 2; in esso, il re dei lemuri, Re Julien, è la maschera tipica del politico occidentale, è un icona della insensibile arroganza con cui il potere è tutti giorni gestito.
In realtà Re Julien è un irresponsabile perché parla senza pensare e spaccia la sua ignoranza per saggezza, seguito da un corteo d'imbecilli festanti!
Questo personaggio è emblematico circa la faciloneria con cui qualsiasi problema è affrontato dai governanti che sono completamente autoreferenziati (Re Julien parla da solo e riceve risposta solo dallo stupido Tigellino Maurice), proprio come per i vari "consiglieri" ed "esperti" che infestano le democrazie occidentali.
In ultimo, ma non da ultimo, Re Julien descrive benissimo il capo del governo italiano tanto ciarliero quanto inopportuno, tanto superficiale quanto egotico.
Coraggio leggete qui sotto e vi meraviglierete del realismo di un semplice cartone animato!
Buona Notte!

TRATTO DA: http://it.wikiquote.org/wiki/Madagascar_2

Re Julien: Ascoltatemi, vi aiuterò io! C'è solo un modo di riavere la vostra preziosa acqua, io il vostro ben amato Re Julien devo semplicemente offrire un piccolo sacrificio ai miei buoni amici gli dei dell'acqua dentro il vulcano!
Rinoceronte: E a che serve?
Re Julien: A che serve? Eccellente domanda. Il mio sacrificio va dentro il vulcano poi gli dei amichevoli mangiano il mio sacrificio [imita gli dei] "mmh molto buono, grazie del sacrificio" "tieni, prendi un altro sacrificio" "no, basta così per oggi" "senti, guarda che mi offendo se non prendi un altro sacrificio" "ho detto che non voglio un altro sacrificio, va bene!?" "guardati, sei tutto pelle e ossa!" "no, ho detto basta così chiarooo!?!?!".... Gli dei mangiano il sacrificio, sono riconoscenti e mi danno un po' della loro acqua poi io la do a voi.
Gloria: Cosa?!?
Antilope: E funziona?
Re Julien: No... cioè sì! ehm ehm... Maurice?
Maurice: Ehm... fifty-fifty.
Struzzo: Lo faremo! [la folla di animali dietro gioisce]
Re Julien: Eccellente! Ora mi serve solo qualcuno che voglia entrare nel vulcano ed essere mangiato dagli dei, volontari? Alzate la mano forza! d'accordo mi serve qualcuno che magari non abbia mai trovato l'amore, che sappia guardare la morte dritta negli occhi, un vero autentico eroe!
Melman: Vado io!
Gloria: Melman?!? [la folla gioisce di nuovo e portano Melman verso il vulcano]
Re Julien: Sbrighiamoci prima che torni a tutti il buonsenso!

venerdì 8 gennaio 2010

.... fu come giocare col fuoco ...

Rosarno è il primo caso di una rivolta articolata e collettiva di persone straniere residenti in Italia.


Non ne sono affatto stupito, me lo aspettavo e penso che questo sia solo il primo "vero e grande" caso.


Altri ne seguiranno.


Le condizioni politiche, sociali ed economiche dell'Italia dei primi anni novanta hanno favorito - nel disinteresse generale - il formarsi di questi nodi gordiani rappresentati da svariati e contrapposti interessi.


In quel frangente, mentre in Italia imperversava "mani pulite", svariate centinaia di migliaia di stranieri arrivarono alla chetichella nel nostro paese da tutto il mondo per assicurarsi una futuro migliore, esattamente come fecero gli italiani non molti anni prima.


Gli italiani non compresero subito la portata epocale del fenomeno, né i governanti cercarono di regolare seriamente il fenomeno: si agì come al solito, per decreto e per "emergenza" e tutto finì in tal modo.


Dopo più di quindici anni anni, la società italiana - investita da una crisi economica epocale - incomincia a raccogliere ciò che è stato seminato e a domandarsi che cosa è successo!


In questo momento le autorità devono fronteggiare la "solita emergenza" e la popolazione italiana deve sopportare - come al solito - il risultato di anni d'incuria e di abbandono di qualsiasi politica sociale!


Stesso discorso - ma molto più complicato - vale anche per gli immigrati. Nessuna seria politica d'integrazione, tante meritevoli iniziative locali e private, senza alcun coordinamento né raccordo con le istituzioni!


Certamente non possiamo continuare in questo modo: serve una politica organica di selezione e di inserimento di chi lavora regolarmente in Italia che tenga conto delle esigenze reali della nostra società nel pieno della società, della storia italiana, il tutto senza sconti per nessuno e a qualsiasi titolo.


Ciò che sta accadendo a Rosarno è gravissimo e non si deve sottovalutare i molteplici aspetti né strumentalizzarli, né banalizzarli come si tende sempre a fare in simili occasioni.


Occorre buon senso e ragione, occorrono provvedimenti condivisi e soprattutto occorrono diverse attitudini innanzi a simili - annunciate - catastrofi.


E questo è solo l'inizio!



sabato 2 gennaio 2010

Ingiustizia

L'italiano è mosso da un bisogno sfrenato d'ingiustizia.


Ennio Flaiano

SENZA PAROLE

- SENZA PAROLE -

Ciò che mi ha detto il tram






Pubblico due link tratti dal Corriere della Sera.it relativi a due diverse dichiarazioni di due esponenti degli opposti schieramenti che si fronteggiano senza riserve nell'attuale agone politico.
La prima riferisce l'ennesima esternazione del Ministro Brunetta circa la necessità di riformare la prima parte della Costituzione Repubblicana, mentre la seconda riferisce di un post del europarlamentare IDV De Magistris circa la sua idea di un "bizzarro" salvacondotto per il Presidente del Consiglio, il tutto corredato dai commenti dei diversi esponenti politici.
Nel momento dei SALDI, la scena politica italiana si adegua e parte con sensazionali offerte alla pubblica opinione, dimenticando però che gli italiani sono troppo presi a sfruttare gli ultimi giorni delle festività natalizie per spendere le ultime risorse in capi d'abbigliamento e calzature, ignari delle incredibili esternazioni fatte dai loro rappresentanti!
In verità, proprio mentre si parla di RIFORME, subito, si fa in modo che nulla si muovi:  basta davvero poco per rendersene conto; infatti le due boutade servono alle "opposte fazioni" per ritrovarsi nel mezzo del partito-dell'immobilismo.
E' verissimo l'Italia ha bisogno di grandi riforme, ma per farle sul serio servono parimenti persone di elevata capacità e di un pizzico di buon senso, cosa che - a mio avviso - NON esiste in questo momento nel nostro panorama politico.


A questo punto vi dico cosa penso io, oggi, 2 gennaio 2010, per il bene comune di tutti noi (nessuno escluso); sono pensieri che sono affiorati in me oggi mentre prendevo il tram a Milano e, per citare il quadro celeberrimo di Carlo Carrà, dirò in seguito ciò che mi ha detto il tram. (http://www.mart.trento.it/gallery.jsp?ID_LINK=96&area=42&id_context=114)


Credo che i politici italiani (nessuno escluso) rappresentino bene i propri rappresentati. 
Credo che tutti debbano impegnarsi per INCLUDERE l'altro e non prodigarsi per escluderlo nella gestione della cosa pubblica.
Credo che la Costituzione italiana debba essere riformata nella prima e nella seconda parte.
Credo che affermazioni oltraggiose (oltre che violente) NON debbano essere pubblicate, né proferite da qualsiasi persona politica ovunque e a qualunque titolo.
Credo che la persona di Bettino Craxi debba essere rivalutata e giudicata anche per il bene che seppe fare all'Italia.
Credo che l'intera storia d'Italia dal 1946 in poi debba essere riletta alla luce delle evidenze storiche e non secondo criteri politici sempre molto simili a quelli tipici del tifoserie calcistiche. 
Credo che gli italiani debbano incominciare a camminare con le loro gambe perché sono più intelligenti e capaci di quelli che vediamo in TV.
Credo che l'Italia meriti un governo migliore di quello legittimamente in carica.
Credo che gli italiani meritino una giustizia più giusta e più imparziale di quella legittimamente amministrata.
Credo che il buon senso e prudenza debbano guidare qualsiasi scelta politica, nell'interesse comune.
Credo che la violenza verbale, fisica e terroristica sia una minaccia seria e attuale che deve essere affrontata da tutti, nessuno escluso e senza-SE-e-senza-MA.


Credo infine che in tutti questi anni qualcosa di buono sia stato fatto da tutti, nessuno escluso e che si debba proprio partire dall'inventario di queste cose-buone e ben-fatte per costruire durature riforme, senza ansie e senza rancori.


Ancora una volta BUON ANNO!








giovedì 31 dicembre 2009

BUON ANNO!

TE DEUM


Te Deum laudamus:


te Dominum confitemur.


Te aeternum patrem,


omnis terra veneratur.


Tibi omnes angeli,


tibi caeli et universae potestates:


tibi cherubim et seraphim,


incessabili voce proclamant:


"Sanctus, Sanctus, Sanctus


Dominus Deus Sabaoth.


Pleni sunt caeli et terra


majestatis gloriae tuae."


Te gloriosus Apostolorum chorus,


te prophetarum laudabilis numerus,


te martyrum candidatus laudat exercitus.


Te per orbem terrarum


sancta confitetur Ecclesia,


Patrem immensae maiestatis;


venerandum tuum verum et unicum Filium;


Sanctum quoque Paraclitum Spiritum.


Tu rex gloriae, Christe.


Tu Patris sempiternus es Filius.


Tu, ad liberandum suscepturus hominem,


non horruisti Virginis uterum.


Tu, devicto mortis aculeo,


aperuisti credentibus regna caelorum.


Tu ad dexteram Dei sedes,


in gloria Patris.


Iudex crederis esse venturus.


Te ergo quaesumus, tuis famulis subveni,


quos pretioso sanguine redemisti.


Aeterna fac


cum sanctis tuis in gloria numerari.


Salvum fac populum tuum, Domine,


et benedic hereditati tuae.


Et rege eos,


et extolle illos usque in aeternum.


Per singulos dies benedicimus te;


et laudamus nomen tuum in saeculum,


et in saeculum saeculi.


Dignare, Domine, die isto


sine peccato nos custodire.


Miserere nostri, Domine,


miserere nostri.


Fiat misericordia tua, Domine, super nos,


quem ad modum speravimus in te.


In te, Domine, speravi:


non confundar in aeternum.

giovedì 19 novembre 2009

Cesare Battisti, ovvero la farsa di un uomo senza dignità

Questo blog si schiera per la difesa della vita umana dal concepimento alla morte naturale.
Questo blog promuove la tutela della dignità umana e i diritti civili.
Cesare Battisti è un uomo senza dignità nel senso letterale del termine, egli è quindi indignus.
Cesare Battisti è la negazione di tutto quanto scrive questo blog: è un meschinello che - innanzi all'ergastolo che lo attende - si spaventa, dimentico di avere ucciso quattro persone tra cui un macellaio e un gioiellere come supremo gesto d'impegno politico!
E' triste che la Francia - paese dei lumi al buio - abbia scambiato un assassino per una sorte di eroe tardoromantico: è dell'ennesimo errore/orrore che commettono i francesi.
In Francia, la luce abbacinante dei Lumi ha accecato sia la ragione e sia il buon senso!

Piccoli Karazdic crescono!


Ewwiwa!
Finalmente l'assassino Cesare Battisti sarà estradato in Italia dal Brasile per scontare la pena che gli è stata inflitta dalla giustizia.
Chi uccide volontariamente un'altra persona deve essere punito e scontare la pena: speriamo che il Presidente del Brasile Lula ratifichi la decisione del Tribunale Supremo del Brasile.
Qualsiasi  stupido sciopero della fame e/o altre iniziative carnevalesche (per restare in tema brasiliano) messe in atto da un assassino mai pentito NON NON DEVE far slittare e/o modificare il giusto destino che spetta a Cesare Battisti, il "nostro piccolo Dr. Karadzic": egli ha ucciso altre persone perché avevano opinioni ed idee diverse dalle sue, o, più semplicemente, per il perverso gusto di uccidere!

martedì 17 novembre 2009

Morirete di sete (come Eluana)

Il Digesto di Giustinano pone nel Titolo VIII del Libro I (De divisione rerum et qualitate) una citazione del giurista romano Marciano sulla natura della proprietà dei beni naturali, tra i quali l'acqua corrente (aqua profluens) Di seguito riporto la citazione del frammento del Digesto: D. 1.8.2 pr.-1 (Marcianus libro tertio institutionum): Quaedam naturali iure communia sunt omnium, quaedam universitatis, quaedam nullius, pleraque singulorum, quae variis ex causis cuique adquiruntur. [1] Et quidem naturali iure omnium communia illa sunt: aer, aqua profluens, et mare, et per hoc litora maris.
L'acqua corrente è un bene universale e destinato a tutti senza discriminazione alcuna, gratuitamente.
I romani hanno costruito acquedotti che ancora oggi funzionano e l'esercizio di simile servizio era già allora pubblico data la sua vitale importanza nel senso più letterale del termine.
Oggi non sembra ch sia più così.
In nome di una efficenza che può essere assicurata solo dai privati, si privatizza l'acqua e quindi pochi potranno disporre (e imporre) a tutti gli italiani un balzello per non morire di sete.
Alla morte per sete questo paese è abituato e ne è in un certo senso già assuefatto, tuttavia non sembra a chi scrive sostenibile una simile vergogna.
L'acqua è vita e deve essere di tutti, senza distinzione: una simile decisione mette davvero in pericolo la libertà e l'indipendenza dei cittadini.
Dopo l'abolizione dell'ultima disposizione delle legge romana delle dodici tavole (quella ce vietava le leggi ad personam) il Parlamento Italiano abolirà anche quella citata del Digesto sulla universalità dell'accesso all'acqua.
Salviamo la democrazia e quel che resta della civiltà (si-fa-per-dire) italiana.
In basso riporto  due articoli apparsi su corriere.it e repubblica.it 
http://www.corriere.it/politica/09_novembre_17/acqua-decreto-fiducia_bd862954-d38a-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml
 
http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/politica/salva-infrazioni/salva-infrazioni/salva-infrazioni.html

a volte è meglio ripetere (due aforismi di Ennio Flaiano)

Due aforismi di Ennio Flaiano.

Se i popoli si conoscessero meglio si odierebbero di più.


La guerra è un happening, e questo spiega il successo che ha sempre avuto.






lunedì 16 novembre 2009

Il tutto è più della somma delle sue parti

"Il tutto è più della somma delle sue parti", titola F. Battiato nel suo ultimo lavoro.
E' la citazione a contrario di quanto scritto da Dante nel XIX Canto del Paradiso a me tanto caro e qui citato in questo blog circa l'atto d'amore di "Colui che prese il sesto" per creare il  mondo e tutte le cose visibili e invisibili.

Petizione al Parlamento Europeo sul Crocifisso!

Traggo dal giornale on line Il Sussidiario www.ilsussidiario.net il testo delle petizione al Parlamento Europeo.
Io la sottoscrivo interamente.
PF leggetela e diffondetela!
FACCIAMOCI SENTIRE!


domenica 8 novembre 2009

Attenti a quei due!






Macchiavelli e Guicciardini avevano - ognuno diversamente dall'altro - capito tutto del destino dell'Italia e del carattere degli italiani e ci avevano per tempo "avvisato" circa le possibili gravi conseguenze del mancato cambiamento del clima sociale e morale dell'Italia, tuttavia nessun governante italiano in cinquecento anni di storia li ha mai ascoltati.
Loro, ancora oggi, hanno ragione.

sabato 7 novembre 2009

Il destino dell'Italia 5.0: Menenio Agrippa




Dati i tempi correnti e le persone che animano - si fa per dire - la vita politica italiana, raccomando la lettura della voce "Menenio Agrippa" di wikipedia: a tutti buona lettura!


Porsenna e Muzio Scevola, o un breve commento al post precedente



Potrei essere completamente ateo, come lo sono stato per la metà della mia vita, tuttavia, non mi sognerei mai di criticare e/o insultare simboli religiosi cari a chi mi sta intorno.
Potrei trovare certe religioni bizzarre, strane e lontane dal mio sentiere, ma non le diaspproverei in nessun modo perché so che sono un uomo limitato coi miei pregi e miei difetti e che quindi NON posso comprendere ciò per i miei simili e altrimenti importante e diversamente sacro rispetto ai miei valori religiosi.
Questo è il principio cardine del rispetto reciproco, questo è l'unico modo di vivere civile in una società complessa.
Diversamente da questo agire e sentire, chi si crede in possesso dell'unica verità, anche e (purtroppo) soprattutto da chi fede non ha, pretende d'imporre la sua unica visione al mondo, giustificandola proprio attraverso l'applicazione del principio del rispetto verso l'altro!
E' come dire: "Siccome ci sono un miliardo di persone che muoiono di fame, priviamo - a nostra scelta insindacabile - del cibo un altro miliardo di  uomini!" Giustizia è fatta!
In realtà a queste persone non frega assolutamente niente del credo altrui, né delle idee altrui. 
Queste sentenze hanno radici profonde e pericolossime perché - con la scusa, lo ripeto, i diritti umani - in realtà minano proprio gli stessi: lo scopo finale è la distruzione della capacità critica delle persone e in ultimo dei diritti umani stessi.
Se dico "io sono libero di decidere quando porre fine alla mia vita innazi a un'inutile sofferenza", sembra che affermi un principio quantomeno comprensibile, in realtà avanza il partito della puntura, quello che vuole dominare attraverso le coscenze i nostri corpi, decidendo quando farci nascere, in che modo, di che fattezze e soprattutto - quando diveniamo inutili - quando morire.
Questo è lo scopo ultimo.
Per questo ho messo l'immagine di Re Porsenna e Muzio Scevola in questo post: il nome Porsenna in etrusco significa "maschera", ossia lo strumento per apparire diversi da quello che si è, il mezzo per nascondere i veri propositi e i veri scopi dell'agire per evitare che i molti si accorgano di una iniquità spacciata per progresso civile. 
Servono tanti Muzio Scevola per combattere con il loro eroismo  la battaglia per la  democrazia e  per la difesa dei diritti umani!

Un vaccino per tutti!




Esiste la possibilità di vaccinarci contro la violenza esercitata da pochi sui molti?
Esiste un vaccino per difendersi dalle decisioni prese da cinque persone in un'aula di Strasburgo valide per sessanta milioni di italiani?
Esiste una prevenzione contro la presunzione di pochi "illuminati" esercitata contro la coscienza di un popolo intero?
Esiste un modo di preservare la DEMOCRAZIA, i diritti umani e la tutela della dignità della persona dall'agguato continuo di istituzioni prive di rappresentatività popolare?

C'è un vaccino contro la stupidità dilagante?
La democrazia e i diritti umani sono messi a repentaglio proprio da chi - istituzionalmente - li dovrebbe far rispettare!
Sembra di vivere in una situazione  orwelliana, nel mezzo del suo "1984", dove il Ministero della Pace propagava la guerra e quello dell'Amore fomentava l'odio collettivo: questo è il fondo e lo sfondo della sentenza della Corte di Strasburgo sulla quaestio del Crocefisso.
Non centra la laicità, non centra l'influenza (nefasta) del sistema franco-svedese sulla Corte, centra la corruzione e la perversione dei principi (ottimi) che FURONO (e non sono più) alla base della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo di Roma e che istituì la Corte di Giustizia, ahimé oramai in preda a un delirio che fa da specchio dei tempi in cui viviamo.
La battaglia contro questa sentenza è una battaglia contro quei pochi arroganti e prepotenti che pensano di potere decidere e stabilire ciò che è giusto per gli altri, senza averne il potere legittimo, quello che spetta solo al POPOLO SOVRANO.

giovedì 5 novembre 2009

Il destino dell'Italia 4.0: Cincinnato




Dati i tempi correnti e le persone che animano - si fa per dire - la vita politica italiana, raccomando la lettura della voce "Cincinnato" di wikipedia: a tutti buona lettura!


mercoledì 4 novembre 2009

.... ci lasciano solo le zucche....

Ammirevole il commento del Card. Bertone sulla c.d. sentenza del Tribunale dei c.d. "Diritti dell'Uomo".


http://www.corriere.it/cronache/09_novembre_04/bertone_zucche_crocifissi_9fac57c8-c93f-11de-a52f-00144f02aabc.shtml


E' fantastico: per sentenza si possono cambiare usi costumi e tradizioni dei popoli europei!
E se domani a qualcuno venisse in mente di farci mettere le mutande sopra i pantaloni in nome ad esempio della "trasparenza"?


E' venuto il tempo di prendere coscienza che "altrove" viene deciso il destino e le sorti degli italiani, senza che loro possano obbiettare nulla, senza alcuna rappresentanza.


E' venuto il momento di riprendere in mano la nostra vita e di viverla - nel bene e nel male - secondo le nostre leggi e secondo la nostra giustizia!





Il giusto processo per il Dott. K.

Torno a parlare del dott. K., alias Radovan Karadzic.
Chi ha letto i miei precedenti post sa bene cosa penso su questo argomento.
C'è il rischio di farne "un martire", poiché temo fortemente che il dott. K. potrà difendersi adeguatamente in questo processo perché di lui si vuole fare l'UNICO capro espiatorio della c.d. Guerra di Bosnia.
La responsabilità penale è personale e non collettiva, e i processi penali devono partire da questo postulato per rendere giustizia.
Come può fare un imputato da solo ad esaminare una documentazione d'accusa enorme?Perché non si è imposta d'ufficio una difesa tecnica? Non era previsto? E perché?
Ricordo che nel 2012 il Tribunale Penale per la Ex-Jugoslavia cesserà le sue funzioni: con questa condotta processuale si vuole favorire la "prescrizione"?
Oppure si vuole rendere giustizia sommaria?
Entrambe le ipotesi sono pericolossime per gli scopi a cui il Tribunale (aggiungo io SPECIALE) per l'Ex-Jugoslavia è preposto: rendere giustizia a tutti coloro i quali sono stati vittime di crimini contro l'umanità nel processo dissolutorio della Jugoslavia negli anni novanta.
E' giunto il momento critico di far presente all'opinione pubblica mondiale che la VERA tutela dei c.d. diritti umani deve avvenire tutti i giorni in modo diffuso sia nella prevenzione e sia nella repressione delle violazioni.
Questo vale soprattutto ora per il processo del dott. K. che rischia di essere un processo farsa, distruggendo così la bontà dell'inziativa e spianando la strada ai boia di tutto il mondo, in Cina, Sudan, Pakistan, Afghanistan & C. saranno al sicuro da qualsiasi contestazione, tanto al dott. K. di cui a loro non frega nulla la Corte preposta in sede ONU ha riservato a lui un trattamento sommario!

Questo è il pericolo e davvero ai posteri l'ardua sentenza.

venerdì 23 ottobre 2009

L'occhio interiore

Sentite che cosa canta uno dei più grandi italiani, Franco Battiato.

Per fortuna c'è qualcuno che fa meglio di me ed abbraccia la fratellanza universale di tutti gli uomini che vogliono esperire ed elevarsi per contemplare le meraviglie del Creato!


http://xl.repubblica.it/dettaglio/79118


http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/battiato-canzone/battiato-canzone/battiato-canzone.html?ref=hpspr1

domenica 20 settembre 2009

... a proposito di Saana

Lo sapevate che l'uomo e la donna NON sono uguali?
Noi barbuti intolleranti della vostra schifosa libertà e dell'assurda uguaglianza tra uomo e donna non sappiamo che farci.
Ewwiwa la democrazia talibana d'Italia!

sabato 12 settembre 2009

Il destino dell'Italia 2.0

Pochi giorni fa ero a pranzo con un giovane collega animato ancora di spirito patrio e francamento confesso che mi ha destato fastidio per la superficialità delle sue motivazioni, giacché credo che le persone superficiali siano le più pericolose per gestire qualsiasi evento.
Io amo l'Italia, MA con ragione giacché in passato tutti quelli che la amavano esageratamente le hanno fatto del gran male (eufemismo), Benito Mussolini in testa.
Triste è vedere che malcelati corifei di ciò che - purtroppo per l'Italia e gli italiani - fu, si erigano a paladini dei diritti umani!
Questo blog si occupa della condizione umana e della promozione dell'umano genere senza distizione alcuna, e mi scoccia vedere l'imbarco su questa nave di chi per la libertà di coscienza, l'amore verso il prossimo NON brillava certamente per il grande entusiamo.
Da qui deriva un certo mio scetticismo (altro eufemismo) per le repentine scelte di chi ha impostato la propria carriera politica col braccio alzato nel saluto (dello schiavo) romano.
Ciò che è stato è stato, e il ravvedimento e la conversione è nelle mie corde, tuttavia mi sorprende l'enorme salto effettuato da alcuni politici che, dopo avere salutato (romanamente?) il Duca di Mantova in partenza per l'Inghilterra, si strappano le vesti a favore dei diritti umani!
Giova a tutti essere prudenti e cauti perché delle scelte affrettate e di comodo non ci si può fidare e io non mi fido: in questo caso forse Sarkozy ha fatto scuola!
Staremo a vedere, ma il destino dell'Italia con questi "travestiti della politica" NON può di certo essere roseo.
Italiani prendete il vostro destino nelle votre mani e non delegate nessuno a decidere in vostro nome: decidete da soli ciò che è meglio per voi, senza inutili mediatori.
Solo così il destino dell'Italia non sarà segnato da nuove cocenti delusioni politiche.

VOGLIO AVERE TORTO!



OGNI TANTO E' BELLO RICORDARE IL MIO MOTTO: "VOGLIO AVERE TORTO!"
Soprattutto in un mondo di fragorosi tromboni!

sabato 5 settembre 2009

Il destino dell'Italia 1.0

Più volte ho ricordato in questo blog che un giorno o cento anni sono la stessa cosa se poste innanzi all'eternità.

Questo lo ricordo all'Italia e agli italiani che si accingono a festeggiare il centocinquantesimo anniversario della erezione dello stato unitario italiano.

Cento cinquant'anni sono nulla se paragonati alla storia millenaria dell'Italia: farebbero bene i comitati di festeggiamento a ricordare bene che l'esperienza unitaria è brevissima nella nostra storia e soprattutto non è per niente scontata, anzi è vero il contrario.

Forse i momenti più alti dell'Italia e dagli italiani furono quelli in cui fummo divisi e ogni cinquanta chilometri c'era una capitale da adornare e da adorare: così s'è creata l'unicità (e NON l'unità) italiana.

giovedì 3 settembre 2009

La cura dell'anima 3.0



Serve coraggio.
La desertificazione morale dell'Italia sta avanzando velocemente a ritmi inimmaginabili solo pochi anni fa.
Non si tratta di un caso clamoroso, o delle opinioni - giuste o sbagliate - sul comportamento del principe, giacché questo sono cose che passano, MA il punto della questione è quello della comunità umana e dei principii etici che la dovrebbero governare.
Sembra che gli italiani abbiano dimenticato tutto il bene di cui son capaci di fare a sé stessi e agli altri: conta solo quello che succede oggi e niente più.
Io non guardo che cosa fa il mio vicino perché devo preoccuparmi di quello faccio di quello che dico; tuttavia mi sembra che i miei concittadini indugino morbosamente sulla vita e i vizi del loro prossimo.
Questo non è giusto.
Questo succede perché gli italiani trascurano la cura dell'anima, ossia non vogliono percorrere la strada che li porta a confrontarsi con se stessi, anzi, ne sono infastiditi a tale punto da proiettarsi e da proiettare i loro istinti e loro preoccupazioni e le loro passioni sul proprio prossimo.
Come al cinema si proiettano le immagine della pellicola contro lo schermo, analogamente fanno gli italiani con i loro simili; naturalmente tutti proiettano la loro immagine, la più bella possibile contro gli altri, senza avvedersi che di un'ombra si tratta e nulla più.
Questa assenza della cura dell'anima distrugge "desertifica" la società italiana, ovunque, nella sua frammentaria complessità.
Sembra che gli italiani siano unito solo dai vizi, mentre per le virtù, ciascuno fa a suo modo, senza rispetto per l'altro.
Di questo passo finiremo male e dico NOI finiremo male, giacché è impensabile che singolarmente qualcuno possa salvarsi nella disperazione del grande deserto morale in cui TUTTI ci troviamo.
Serve coraggio.

mercoledì 2 settembre 2009

il Duca di Mantova diventa Re Lear

Il Duca di Mantova diventa Re Lear.
Ha fatto carriera e - dopo molte rappresentazioni - fa vela per la Scozia per trovare il ristoro da queste giornate bollenti.
Tuttavia mi preme scrivere per spiegare che il maggior timore di questo blog non è la persona di Re Lear, ma colui o colei che prenderanno il suo posto, come ben segnalato dalla sapiente regia di Lady Macbeth.
Cosa accadrà? Al momento è certo che la crisalide Duca-di-Mantova si sta trasformando nella farfalla Re-Lear e potrebbe, quindi, volare via, lasciando il suo regno privo (almeno all'apparenza) di una guida salda.




..... e adesso dove andiamo?

E adesso dove andiamo?
Viene istintivo chiedersi dove va l'Italia.
Mi sembra di precipitare lentamente verso una dimensione estrema dove-tutto-sarà-possibile.
L'incredibile che diventa realtà di hrabaliana memoria si materializza a tratti in una società a pezzi come un specchio infranto.
L'apatia è lo sfondo di cartone sul quale i consolatori e/o gli squadristi mediatici dipingono le gesta dei loro committenti, sempre col l'elmo in testa e la spada in pugno nell'atto di dominare il campo mediatico e un tempo politico.
Ovunque uomini e donne di basso spessore umano e morale regnano incontrastati per rendere inoppugnabile il loro diritto all'abominio e alla corruzione, mentre coloro i quali dovrebbero chiedere loro conto di simili nequizie, si sbracciano dall'alto dei loro scranni a blaterare in nome e per conto di un popolo che non è mai esisito di lavoratori senza diritti di madri senza casa e di padri così disperati da uccidere la propria famiglia.
Questo non è il solito affondo strappalacrime: è la verità di questi giorni piatti, ma irti di contrasti che - ne sono certo - sfoceranno nel mare dell'odio.
Mai in Italia è così eveidnete la rassegnazione e l'impotenza innanzi alla rissa infinita tra pochi eletti i quali - ognuno a suo turno - pretenderebbero di governare questo paese.
Mai come ora il vuoto riempie le giornate degli italiani che stanchi si trascinano per inerzia e senza meta tutti i giorni, sempre uguali.
Avverto il pericolo avvicinarsi, MA non so come sarà, né da dove arriverà; sono solo certo che presto o tardi un grave evento colpirà l'Italia e NON sarà per caso, ma solo perché NON sarà più possibile andare avanti così: inconsciamente lo hanno già capito tutti gli italiani che si chiedono: "E adesso dove andiamo?"

Io sono nato libero!

Ho firmato l'appello dei tre giuristi pubblicato su repubblica.it
Potete leggerlo a questo indirizzo: http://temi.repubblica.it/repubblica-appello/?action=vediappello&idappello=391107
Consiglio a tutti di sottoscriverlo. Grazie.


Chi di noi è senza peccato scagli la prima pietra.

Penso che questo brano del Vangelo spieghi davvero bene la triste situazione di questi giorni.

Davvero non c'è altro da aggiungere.

1] Gesù si avviò allora verso il monte degli Ulivi.

[2] Ma all'alba si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui ed egli, sedutosi, li ammaestrava.

[3] Allora gli scribi e i farisei gli conducono una donna sorpresa in adulterio e, postala nel mezzo, [4] gli dicono: "Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio.

[5] Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?".

[6] Questo dicevano per metterlo alla prova e per avere di che accusarlo. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere col dito per terra.

[7] E siccome insistevano nell'interrogarlo, alzò il capo e disse loro: "Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei".

[8] E chinatosi di nuovo, scriveva per terra.

[9] Ma quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani fino agli ultimi. Rimase solo Gesù con la donna là in mezzo.

[10] Alzatosi allora Gesù le disse: "Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?".

[11] Ed essa rispose: "Nessuno, Signore". E Gesù le disse: "Neanch'io ti condanno; và e d'ora in poi non peccare più".

[12] Di nuovo Gesù parlò loro: "Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita".

[13] Gli dissero allora i farisei: "Tu dai testimonianza di te stesso; la tua testimonianza non è vera".

[14] Gesù rispose: "Anche se io rendo testimonianza di me stesso, la mia testimonianza è vera, perché so da dove vengo e dove vado. Voi invece non sapete da dove vengo o dove vado.

[15] Voi giudicate secondo la carne; io non giudico nessuno.

[16] E anche se giudico, il mio giudizio è vero, perché non sono solo, ma io e il Padre che mi ha mandato.

[17] Nella vostra Legge sta scritto che la testimonianza di due persone è vera:

[18] orbene, sono io che do testimonianza di me stesso, ma anche il Padre, che mi ha mandato, mi dà testimonianza".

[19] Gli dissero allora: "Dov'è tuo padre?". Rispose Gesù: "Voi non conoscete né me né il Padre; se conosceste me, conoscereste anche il Padre mio".

[20] Queste parole Gesù le pronunziò nel luogo del tesoro mentre insegnava nel tempio. E nessuno lo arrestò, perché non era ancora giunta la sua ora.

[21] Di nuovo Gesù disse loro: "Io vado e voi mi cercherete, ma morirete nel vostro peccato. Dove vado io, voi non potete venire".
[22] Dicevano allora i Giudei: "Forse si ucciderà, dal momento che dice: Dove vado io, voi non potete venire?".

[23] E diceva loro: "Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo.

[24] Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che io sono, morirete nei vostri peccati".

[25] Gli dissero allora: "Tu chi sei?". Gesù disse loro: "Proprio ciò che vi dico.

[26] Avrei molte cose da dire e da giudicare sul vostro conto; ma colui che mi ha mandato è veritiero, ed io dico al mondo le cose che ho udito da lui".

[27] Non capirono che egli parlava loro del Padre.

[28] Disse allora Gesù: "Quando avrete innalzato il Figlio dell'uomo, allora saprete che Io Sono e non faccio nulla da me stesso, ma come mi ha insegnato il Padre, così io parlo.

[29] Colui che mi ha mandato è con me e non mi ha lasciato solo, perché io faccio sempre le cose che gli sono gradite".

[30] A queste sue parole, molti credettero in lui.

[31] Gesù allora disse a quei Giudei che avevano creduto in lui: "Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; [32] conoscerete la verità e la verità vi farà liberi".
[33] Gli risposero: "Noi siamo discendenza di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi tu dire: Diventerete liberi?".

[34] Gesù rispose: "In verità, in verità vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato.

[35] Ora lo schiavo non resta per sempre nella casa, ma il figlio vi resta sempre; [36] se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero.

[37] So che siete discendenza di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova posto in voi.

[38] Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro!".

[39] Gli risposero: "Il nostro padre è Abramo". Rispose Gesù: "Se siete figli di Abramo, fate le opere di Abramo!

[40] Ora invece cercate di uccidere me, che vi ho detto la verità udita da Dio; questo, Abramo non l'ha fatto.

[41] Voi fate le opere del padre vostro". Gli risposero: "Noi non siamo nati da prostituzione, noi abbiamo un solo Padre, Dio!".

[42] Disse loro Gesù: "Se Dio fosse vostro Padre, certo mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato.

[43] Perché non comprendete il mio linguaggio? Perché non potete dare ascolto alle mie parole, [44] voi che avete per padre il diavolo, e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli è stato omicida fin da principio e non ha perseverato nella verità, perché non vi è verità in lui. Quando dice il falso, parla del suo, perché è menzognero e padre della menzogna.

[45] A me, invece, voi non credete, perché dico la verità.

[46] Chi di voi può convincermi di peccato? Se dico la verità, perché non mi credete?

[47] Chi è da Dio ascolta le parole di Dio: per questo voi non le ascoltate, perché non siete da Dio".

[48] Gli risposero i Giudei: "Non diciamo con ragione noi che sei un Samaritano e hai un demonio?".

[49] Rispose Gesù: "Io non ho un demonio, ma onoro il Padre mio e voi mi disonorate.

[50] Io non cerco la mia gloria; vi è chi la cerca e giudica.

[51] In verità, in verità vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà mai la morte".

[52] Gli dissero i Giudei: "Ora sappiamo che hai un demonio. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: "Chi osserva la mia parola non conoscerà mai la morte".

[53] Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti; chi pretendi di essere?".

[54] Rispose Gesù: "Se io glorificassi me stesso, la mia gloria non sarebbe nulla; chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: "È nostro Dio!", [55] e non lo conoscete. Io invece lo conosco. E se dicessi che non lo conosco, sarei come voi, un mentitore; ma lo conosco e osservo la sua parola. [56] Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e se ne rallegrò". [57] Gli dissero allora i Giudei: "Non hai ancora cinquant'anni e hai visto Abramo?".

[58] Rispose loro Gesù: "In verità, in verità vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono".

[59] Allora raccolsero pietre per scagliarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.

martedì 18 agosto 2009

BUONE VACANZE!


Sono in vacanza, ma non dimentico. Ricordo il nitore del sole in spiaggia e la gente tutta intorno, che, come formiche impazzite, si muovono senza meta.

Sono in vacanza e contemplo il paesaggio interiore, sembra accidentato e gibboso, ma sono sempre fiducioso che tutto – per incanto – si spieghi. La speranza è sempre l’ultima a morire! Due parole a chi mi sta vicino al bar della spiaggia o a chi è con me a una mostra mi confortano, mi dicono che non sono solo e che tutte le preoccupazioni del mio blog sono forse due balle di un tizio con sciocche pretese.

Sogno diafano di mezza estate così equilibrato da far venire in mente altre estati, più semplici e meno caotiche.

Già il ricordo, sempre il ricordo, quella convenzione tutta umana fatta apposta per parcellizzare il tempo che passa tra la nascita e la morte. Il tempo di ciascuno di noi fatto di piccole inezie di memorie fatue e false su ciò che “sarebbe stato” e non lo è e così via fino ala fine del nostro “tempo di passaggio” su questa terra.

La vacanza, il ricordo, il tempo e la nostra fine sono la stessa cosa a guardare bene: sono davvero un istante, anche per noi mortali. Non ci accorgiamo di come fluisce rapido il tempo e subito ci troviamo altrove, fino all’estremo - ed improvviso – confine della nostra esistenza.

Ma perché parlo di queste cose? Non sono forse in vacanza? Non sono forse nell’ammirazione del buco del vuoto che in ciascuno di noi?

Ignoro ciò che mi spinge a scrivere questa mattina, o forse sì, lo ammetto, è il terrore della fine che è sempre stato in me e si manifestava proprio durante la “vacanza”. A otto anni ne fui così cosciente che ne parlai a mia madre e lei ne rimase stupita: non s’aspettava dal figlio una simile “sciocchezza”. Ma io ero sicuro di me, del mio timore, ero già consapevole della mia finitezza e lo dicevo a chi mi aveva portato nel mondo senza ottenere valida risposta, o conforto.

Il dolore e la sua cognizione è strettamente personale!

Il buco nero che è in noi, è in apparenza esorcizzato dalle nostre convenzioni e/o superstizioni – giuste o sbagliate che siano – per NON morire, anche se chi le pratica è cosciente della sua prossima fine: si sa le apparenze ingannano.

Sono forse queste le “nugae” da portarsi in vacanza sotto l’ombrellone, o in passeggiata in montagna, o in giro per il mondo? Sì, per me è così e – se sei degno di questa parola – così è anche per te che mi leggi: se così non fosse il tempo del ristoro sarebbe vano perché scendere dentro di sé è la scienza più istruttiva.

Pensiamo un po’ più a noi e meno a chi ci passa vicino, è il vero modo di essere degni di noi e di amare davvero il proprio prossimo come noi stessi.

Buone Vacanze!

CONCORDIA RES PARVAE CRESCUNT